Cosa è il narcisismo ?
Il disturbo narcisistico di personalità (DNP) è uno dei disturbi più complessi e affascinanti della
psicopatologia moderna. Inserito nel Cluster B del DSM-5-TR, viene definito come un pattern
pervasivo di grandiosità, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia.
Il narcisismo patologico si articola in molteplici sfumature e intensità “non esiste un narcisismo,
ma i narcisismi”.
Il cuore del narcisismo: il problema dell’autostima
Secondo la clinica psicoanalitica — e in particolare Nancy McWilliams — il fulcro della
personalità narcisistica risiede nel bisogno di mantenere un’autostima stabile attraverso la
conferma esterna.
Chi è affetto da tratti narcisistici vive costantemente alla ricerca di ammirazione e riconoscimento.
Tuttavia, questa fame relazionale raramente viene riconosciuta come tale: il soggetto narcisista nega
il bisogno, sostituendolo con una maschera di grandiosità e apparente autosufficienza.
La grandiosità può assumere due volti:
• Grandiosità manifesta (overt): visibile, ostentata, teatrale. Il soggetto si mostra brillante,
competitivo, dominante.
• Grandiosità latente (covert): nascosta nella fantasia, accompagnata da timidezza o ritiro
sociale, ma ugualmente alimentata dal desiderio di sentirsi speciale.
Overt e Covert: due anime del narcisismo
Il DSM-5 specifica che le caratteristiche narcisistiche possono emergere nel comportamento o
nella fantasia.
• Il narcisista overt si propone al mondo, ricercando attenzione, potere e successo. È la
personalità più visibile e appariscente.
• Il narcisista covert, invece, si ritrae. Sotto una superficie fragile o modesta, coltiva
convinzioni di superiorità e rancore verso chi non lo riconosce.
Il paradosso?
Il covert è più vulnerabile alla ferita narcisistica. Una minima offesa o mancanza di
apprezzamento può innescare sentimenti intensi di umiliazione e vergogna, spesso accompagnati da
rabbia fredda e risentimento.Dalla ferita narcisistica alla rabbia fredda
Quando la maschera grandiosa viene incrinata — da una critica, un fallimento o un’umiliazione
pubblica — il narcisista sperimenta quella che la letteratura chiama ferita narcisistica.
La sequenza tipica è:
Umiliazione → Vergogna → Rabbia → Vendetta.
La rabbia narcisistica è fredda, calcolata e duratura. È una “glaciazione emotiva” che, nel
tempo, può trasformarsi in vendetta o azione distruttiva.
La ferita narcisistica (umiliazione, abbandono, denuncia) scatena un crescendo emotivo che può
culminare in comportamenti distruttivi o omicidiari. Il “delitto narcisistico” avviene quando il
soggetto reagisce non alla perdita dell’altro, ma all’intollerabile ferita all’orgoglio.
Il continuum del narcisismo: dal sano al patologico
Non tutti i tratti narcisistici sono patologici.
Il narcisismo sano è alla base dell’autostima, della capacità di valorizzare sé stessi, di perseguire
obiettivi e realizzarsi.
Diventa patologico quando la spinta all’autovalorizzazione perde empatia e non tiene più conto
dell’altro.
I tre cardini fondamentali per riconoscere il narcisista patologico sono:
1. Grandiosità (nella fantasia o nel comportamento);
2. Bisogno di ammirazione costante;
3. Mancanza di empatia.
4. L’invidia inconsapevole, dietro la svalutazione dell’altro (“tu non vali niente”) si cela
l’impossibilità di tollerare ciò che l’altro possiede e che manca a sé stessi.
In una società basata sulla visibilità, come quella attuale, i tratti narcisistici possono diventare
adattativi. La propensione a mostrarsi, primeggiare e imporsi può infatti favorire il successo
professionale e mediatico. Tuttavia, spesso i narcisisti di successo pagano un prezzo in termini
affettivi: carenze empatiche, relazioni strumentali e solitudine profonda.
Le tipologie secondo Millon
Lo psicologo Theodore Millon ha individuato diverse declinazioni del narcisismo patologico, che
aiutano a comprendere la varietà di comportamenti e stili di vita:
1. 2. 3. Narcisismo senza scrupoli: arrogante, privo di empatia e spesso incline alla violazione
delle regole. Affine al disturbo antisociale; frequente nei reati economici.
Narcisismo appassionato: caratterizzato da seduttività compulsiva e ricerca di conquista
sessuale; comportamento spesso menzognero e manipolatorio.
Narcisismo compensatorio: corrisponde al tipo covert, fragile e ritirato, che sostituisce la
grandiosità con la fantasia.4. 5. Narcisismo elitario: il classico narcisista overt, che vive di ammirazione e successo,
manipola la realtà per confermare la propria superiorità.
Narcisismo fanatico: la forma più grave: grandiosità intrecciata a paranoia e vendicatività;
può sfociare in condotte violente o suicidario-paranoidee.
Il narcisismo maligno (Kernberg)
Otto Kernberg ha proposto la categoria del narcisismo maligno, dove il disturbo narcisistico si
associa a:
• aggressività elevata,
• tratti antisociali,
• sadismo ego-sintonico (provare piacere nel far soffrire),
• orientamento paranoideo,
• controllo manipolatorio dell’altro.
Questi soggetti possono presentarsi affascinanti e colti, ma dietro l’immagine “brillante” celano una
profonda ostilità e una tendenza al dominio. Nei casi estremi, la rabbia e la perdita di controllo
possono generare stragi familiari o suicidi grandiosi, forme di distruzione finalizzate a riaffermare
la propria onnipotenza.
Conclusioni: uno specchio che inganna
Il narcisismo, in tutte le sue forme, è una costruzione difensiva che tenta di colmare un vuoto
interiore: la mancanza originaria di amore e sicurezza.
Dietro la maschera dell’arroganza si nasconde un bisogno disperato di essere riconosciuti.
Comprendere questa contraddizione è fondamentale, sia in terapia che in ambito forense, per
distinguere l’adattamento funzionale dalla disfunzionalità patologica.
Come nel mito, Narciso non muore per amore di sé, ma per incapacità di amare altro da sé.
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